Continuano a susseguirsi le misure normative per limitare la diffusione del virus ormai a tutti noto come COVID-19 o Coronavirus. Il DPCM del 13 ottobre 2020 ha infatti recentemente sostituito il Decreto dell’8 ottobre 2020 e per aiutarvi a districarvi meglio in questo marasma normativo, i tecnici di Studio Aerreuno hanno analizzato il DPCM per offrirvi una sintesi delle misure da adottare in campo lavorativo e non solo.

Dalle prime verifiche effettuate presso SPISAL di Verona, seppur non vi sia ancora una loro presa di posizione ufficiale, sembra che la loro valutazione sia che dall’ultimo decreto, che prevede l’obbligo di indossare le mascherine in maniera generalmente più restrittiva, non emergano ulteriori misure restrittive per quanto riguarda gli ambienti di lavoro.

Quindi per il momento valgono ancora le misure di sicurezza previste nei protocolli aziendali e pertanto l’uso della mascherina:

  • si può ritenere non obbligatorio nelle postazioni fisse dove è garantito il distanziamento di un metro o in presenza di barriere così come anche nelle postazioni di produzione;
  • resta invece obbligatorio negli spazi comuni (mense, spogliatoi, corridoi, ingressi, ecc.) e durante i vari spostamenti e sui mezzi di trasporto in presenza di più persone.

È importante sottolineare, specialmente nell’area di produzione, che durante gli spostamenti si dovrà avere l’accortezza di scegliere percorsi che non comportino un avvicinamento a persone o postazioni in cui l’operatore non stia indossando correttamente la mascherina. Qualora ciò non si potesse evitare sarà obbligatorio segnalare ai colleghi la necessità di indossare correttamente la mascherina per consentire il proprio passaggio.

Seppur la stagione non sia delle più favorevoli, ricordiamo che una delle misure più efficaci di prevenzione resta il ricambio d’aria dei locali, da qui l’importanza di arieggiare i locali ogni ora/ora e mezza.

Inoltre, visto il rischio sempre più elevato di incontrare contagi, come previsto dai protocolli approvati, è importante limitare l’accesso ai reparti da partesia di visitatori esterni sia di personale non direttamente coinvolto alle attività di reparto (uffici, magazzino, produzione) ed evitare, quando possibile, lo scambio del personale tra squadre o delle postazioni di lavoro. Questo per ridurre al minimo i contatti stretti tra personale di diversi gruppi di lavoro per tutelare i lavoratori stessi e le conseguenze per l’azienda di eventuali quarantene e/o test estesi a tutto il personale.

Quindi l’ultimo DPCM non introduce ulteriori misure che interessano in via generale le attività lavorative, pertanto non risulta necessario procedere con una modifica del protocollo aziendale, eccetto in caso di specifiche condizioni o circostanze emerse nell’ambito aziendale o da proposte sollevate da parte del Comitato.

Riportiamo di seguito le principali misure introdotte dal nuovo DPCM del 13 ottobre 2020:

  • Obbligo di tenere sempre con sé all’interno del territorio nazionale i dispositivi di protezione delle vie respiratorie e di indossarli sia all’esterno sia soprattutto negli ambienti chiusi, ad eccezione dei luoghi di lavoro per i quali rimane valido il protocollo del 24 aprile 2020 come già precisato;
  • Obbligo di mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno 1 metro;
  • Riconferma delle misure riguardanti l’igiene delle mani;
  • Obbligo di rimanere presso il proprio domicilio e contattare il medico curante per chi riscontra infezioni respiratorie e febbre superiore a 37,5°;
  • Permesso di svolgere l’attività sportiva all’aperto se è garantita la distanza interpersonale di almeno 2 metri;
  • Incentivo di smart working, ferie, congedi e degli altri strumenti previsti dal CCNL;
  • Assunzione da parte delle aziende di protocolli anti-contagio e obbligo di indossare le mascherine se è possibile mantenere la distanza di almeno 1 metro;
  • Incentivo delle operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro;
  • Permesso di svolgere le attività di ristorazione (bar, pub, pasticcerie, ristoranti, gelaterie catering e mense) con apertura fino alle ore 24.00 se presente il servizio al tavolo e fino alle ore 21.00 se assente il servizio al tavolo; inoltre è permessa la consegna a domicilio e la consumazione sul posto fino alle ore 21.00, fatto salvo diversa indicazione da parte delle Regioni o province autonome;
  • Limitazioni degli spostamenti da e verso paesi esteri.

Per leggere il testo completo e tutte le altre disposizioni rimandiamo ai seguenti link: DPCM 13 ottobre 2020 e Allegati 13 ottobre 2020

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