In questo periodo di emergenza da COVID-19, la formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro è stata rimandata per ovvie ragioni. Ma in questo momento più che mai, riveste una funzione rilevante ai fini del contenimento della pandemia e in relazione alla più generale normativa sulla salute e la sicurezza in azienda.

A questo proposito, il DPCM 11 giugno 2020 stabilisce che, a partire dal 15 giugno 2020, i corsi di formazione in materia di salute e sicurezza sono consentiti subordinatamente al rispetto delle misure delineate dall’INAIL nel “Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione”.

Chi deve fare formazione?  Quali modalità sono consentite? Quali misure per il contenimento durante la formazione in presenza?

Il Ministero del Lavoro fornisce una serie di indicazioni in merito, delineando un ventaglio di casistiche entro le quali sia possibile svolgere la formazione, e le modalità ammesse.

Senza dubbio, con la ripresa delle attività produttive, la formazione a distanza è da preferirsi ad altre modalità. Tuttavia, qualora si dimostri l’oggettiva impossibilità di svolgere la formazione in videoconferenza in modalità sincrona (in modo da garantire la verifica delle presenze dei soggetti da formare), e quando sia necessario svolgere sessioni pratiche di formazione, è possibile svolgere attività formativa in presenza, a condizione che siano adottate idonee misure di contenimento del rischio da contagio, come specificato in seguito.

Il soggetto responsabile delle attività formative dovrà garantire che le condizioni logistiche e organizzative assicurino il pieno rispetto di tutte le misure di prevenzione e contenimento del contagio individuate per la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. 

Per quanto riguarda gli aggiornamenti, si ritiene ammissibile lo svolgimento delle attività formative in videoconferenza invece che in aula. In considerazione delle difficoltà operative determinate dalle misure di contenimento, sino al 31 luglio sarà possibile proseguire l’attività lavorativa anche nel caso di mancato aggiornamento della formazione, in coerenza con il principio introdotto dall’articolo 103, comma 2, del Decreto-legge n. 18 del 2020, così come specificato anche dalle indicazioni operative della Regione Veneto. Naturalmente, sussiste l’obbligo di completare l’aggiornamento immediatamente dopo la fase emergenziale.

Al contrario, per la formazione ex novo (ad esempio in caso di assunzione di nuovo personale, o nel caso di cambio di mansione, ovvero ancora nel caso dell’introduzione di nuove attrezzature di lavoro), si ritiene che la stessa non possa essere posticipata, per tanto si conferma l’obbligo di adempimento formativo, ferma restando la possibilità di svolgere la formazione in videoconferenza, se ne ricorrono i presupposti.

Per la formazione obbligatoria delle figure della prevenzione rimane da preferire, in questa fase, la modalità a distanza anziché la formazione “in presenza”, fatta eccezione per i moduli formativi che espressamente prevedono l’addestramento pratico, come per gli addetti all’Antincendio e al Primo Soccorso in Azienda (art. 45 D.Lgs 81/08 e ss.mm.ii.) per i quali sarà necessario il pieno rispetto di tutte le misure di contenimento del rischio indicate in precedenza.

È doveroso ricordare che nel nostro Paese, le Regioni hanno potestà legislativa in materia di “istruzione e formazione professionale” e in materia di “tutela e sicurezza della salute e del lavoro”. Pertanto, pubblichiamo le indicazioni che la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ha raccolto nel documento “Nuovo coronavirus Sars-CoV-2. Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative”, nella scheda dedicata alla formazione professionale. Tali indicazioni preventive sono da considerarsi valide anche per i percorsi formativi in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ai sensi del D.Lgs.81/2008:

– Predisporre un’adeguata informazione sulle misure  di  prevenzione  adottate  dalla  singola  organizzazione, comprensibile anche per gli utenti di altra nazionalità.

– Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in aula o alla sede dell’attività formativa in caso di temperatura > 37,5 °C.

– Rendere disponibile prodotti igienizzanti per l’igiene delle mani per utenti e personale anche in più punti degli spazi dedicati all’attività, in particolare all’entrata e in prossimità dei servizi igienici, e promuoverne l’utilizzo frequente.

– Mantenere l’elenco dei soggetti che hanno partecipato alle attività per un periodo di 14 giorni, al fine di consentire alle strutture sanitarie competenti di individuare eventuali contatti. 

– Privilegiare,  laddove  possibile,  l’organizzazione  delle  attività  in  gruppi  il  più  possibile  omogenei  (es.  utenti frequentanti il medesimo intervento; utenti della stessa azienda) e solo in subordine organizzare attività per gruppo promiscui.

– Nel caso di soggetti minori (età 14-17), il rispetto delle norme di distanziamento e il mantenimento della distanza interpersonale sono obiettivi che possono essere applicati solo compatibilmente con il grado di autonomia e di consapevolezza  e  in  considerazione  dell’età  degli  stessi.  Pertanto,  sulla  base  di  tali  considerazioni,  le  attività dovranno essere modulate in ogni contesto specifico.

– Laddove possibile, con particolare riferimento alle esercitazioni pratiche, privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni.

– Gli spazi destinati all’attività devono essere organizzati in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra gli utenti; tale distanza può essere ridotta solo ricorrendo a barriere fisiche adeguate a prevenire il contagio tramite droplet.

– Tutti gli utenti (docenti, discenti, tutor d’aula ecc.), considerata la condivisione prolungata del medesimo ambiente, dovranno indossare la mascherina a protezione delle vie respiratorie per tutta la durata delle attività e procedere ad una frequente igiene delle mani con prodotti igienizzanti. Nel caso dei docenti, è possibile fare ricorso ad una visiera  trasparente.  Resta  inteso  che  nelle  attività  pratiche  dovranno  essere  utilizzati,  se  previsti,  gli  ordinari dispositivi di protezione individuale associati ai rischi della singola attività.

– Dovrà essere garantita la regolare pulizia e disinfezione degli ambienti, in ogni caso al termine di ogni attività di un gruppo di utenti, con particolare attenzione alle superfici più frequentemente toccate, ai servizi igienici e alle parti comuni (es. aree ristoro, tastiere dei distributori automatici di bevande e snack).

– Eventuali strumenti e attrezzature dovranno essere puliti e disinfettati ad ogni cambio di utente; in ogni caso andrà garantita un’adeguata  disinfezione ad ogni fine giornata.  Qualora la specifica  attività  o  attrezzatura  preveda l’utilizzo frequente e condiviso da parte di più soggetti, sarà necessario procedere alla pulizia e disinfezione frequente delle mani o dei guanti.

– Favorire il ricambio d’aria negli ambienti interni. Dovrà essere verificata l’efficacia degli impianti al fine di garantire l’adeguatezza delle portate di aria esterna secondo le normative vigenti. Per gli impianti di condizionamento, è obbligatorio escludere totalmente la funzione di ricircolo dell’aria. In ogni caso vanno rafforzate ulteriormente le misure per il ricambio d’aria naturale e/o attraverso l’impianto. Va garantita la pulizia dei filtri dell’aria di ricircolo per mantenere i livelli di filtrazione/rimozione adeguati. Se tecnicamente possibile, va aumentata la capacità filtrante del ricircolo. Nei servizi igienici va mantenuto in funzione continuata l’estrattore d’aria.

Lo Studio Aerreuno informa quindi che a breve riattiverà i corsi in presenza anche presso la nostra sede, in ottemperanza alle indicazioni fornite dalle normative di riferimento, al fine di preservare e  salvaguardare la salute e la sicurezza di tutti i partecipanti.