Rifiuti, la stretta è operativa: cosa cambia dal 9 agosto 2025 (e come muoversi in azienda)

decreto-legge 9 agosto 2025

a cura dell’ing. Francesco Scappini

Dal 9 agosto 2025 è entrato in vigore il decreto-legge 9 agosto 2025, n. 116, un pacchetto di misure con un obiettivo chiaro: colpire con più decisione tutte le attività illecite legate ai rifiuti. Non si parla solo di roghi o discariche abusive—che restano nel mirino—ma anche di abbandoni “di tutti i giorni”, spedizioni oltreconfine fuori norma, trasporti senza autorizzazioni e, in generale, qualsiasi gestione non autorizzata. Il decreto interviene anche sulla responsabilità amministrativa degli enti (231) e restringe gli spazi per la “tenuità del fatto”.

Attenzione alle nuove sanzioni: l’Art. 258
Il D.L. 116/2025 ha modificato in modo sostanziale l’Art. 258 del Testo Unico Ambientale. Oggi:

  • le sanzioni amministrative partono da 4.000 € e arrivano fino a 24.000 €;
  • in caso di rifiuti pericolosi si può arrivare a pene detentive da 1 a 3 anni;
  • scattano misure accessorie immediate: sospensione patente (fino a 8 mesi), sospensione o cancellazione dall’Albo Gestori Ambientali, confisca del mezzo;
  • non è più possibile contare su attenuanti come la “tenuità del fatto”.

In altre parole, anche un registro compilato male o un formulario incompleto può costare migliaia di euro, il fermo delle attività e perfino una denuncia penale.

In altre parole: il livello di rischio (anche penale) per cittadini e imprese si alza sensibilmente.

Il cuore delle novità, spiegato semplice

Abbandono e discariche: tolleranza zero

Abbandonare rifiuti lungo una strada, vicino al cantiere o in un’area aziendale non conforme non è più una “leggerezza” risolvibile con una multa ridotta. Oggi le sanzioni sono più alte e, se l’episodio è commesso con un veicolo (ad esempio se si getta o si scarica la spazzatura, lungo la strada), scattano misure accessorie come la sospensione della patente. Nei casi più gravi—pericoli per persone o ambiente, aree da bonificare—il comportamento può integrare reati con pene anche detentive. Per le discariche abusive le cornici edittali sono state irrigidite e, con la condanna, può arrivare anche la confisca.

Combustione illecita (i “roghi”)

Il decreto inasprisce le pene per chi dà fuoco ai rifiuti. Se la condotta provoca un incendio o avviene in aree sensibili, gli aumenti di pena sono significativi. Un messaggio chiaro verso chi pensa di “risolvere” accumuli o stoccaggi irregolari con il fuoco.

Spedizioni transfrontaliere

Le spedizioni di rifiuti che non rispettano le regole UE sono qualificate come spedizioni illegali e punite in modo più severo, specie se riguardano rifiuti pericolosi. Per chi esporta o importa materiali di recupero è essenziale verificare autorizzazioni, tracciabilità e corretta classificazione.

Videosorveglianza e micro-rifiuti

Per contrastare abbandoni “minimi” ma diffusissimi (mozziconi, scontrini, gomme da masticare, piccoli imballaggi) il decreto consente di contestare le violazioni anche in differita sulla base di immagini di videosorveglianza. Questo vale in particolare per l’abbandono su suolo pubblico e lungo le strade.

Trasporto e Albo Gestori Ambientali: documenti e iscrizioni sotto lente

Chi trasporta rifiuti senza le iscrizioni corrette all’Albo Nazionale Gestori Ambientali o con documenti non in ordine (registri, formulari, dichiarazioni) rischia sanzioni più pesanti, sospensione della patente, sospensioni e perfino cancellazione dall’Albo competente. In caso di reiterazione, le conseguenze possono diventare interdittive per l’attività.

Responsabilità 231 e “tenuità del fatto”

La responsabilità degli enti si estende: entrano nuove fattispecie (tra cui impedimento del controllo, traffico illecito, omessa bonifica) e aumentano le sanzioni pecuniarie e le interdizioni. In parallelo, per alcuni reati ambientali non si può più invocare la particolare tenuità del fatto: uno scudo in meno per le condotte borderline.

Cosa significa, concretamente, per una PMI

Immaginiamo tre situazioni tipiche:

  • Il cantiere veloce: fine giornata, si decide di “accantonare per domani” materiali e scarti in un angolo non presidiato. Se quell’accumulo non rispetta i requisiti del deposito temporaneo (quantità, tempi, contenitori, cartellonistica), oggi il rischio di sanzioni sale e, in certe condizioni, si può sconfinare nel penale.
  • Il trasporto “di cortesia”: un fornitore offre di portar via i rifiuti col suo furgone. Se non è regolarmente iscritto all’Albo nella giusta categoria/classe, la responsabilità non ricade solo su di lui: l’azienda produttrice può subire pesanti conseguenze.
  • Il micro-abbandono: un addetto getta il mozzicone vicino all’ingresso o lascia lo scontrino in cortile. Oggi queste condotte sono più facilmente contestabili grazie alla videosorveglianza, con sanzioni immediate e impatti sul regolamento aziendale.

Come mettersi in sicurezza (senza impazzire)

Non servono rivoluzioni, ma regole chiare e tracciabilità.

  1. Autorizzazioni in ordine: verifica dell’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali (categorie e classi corrette) e, se fai autotrasporto conto terzi, la posizione nell’Albo Autotrasportatori.
  2. Documenti e registrazioni: FIR, registri di carico/scarico, MUD, RENTRI, contratti e deleghe: tutto aggiornato, leggibile e rintracciabile. Prevedi audit interni periodici e verifiche sui fornitori.
  3. Deposito temporaneo a norma: contenitori idonei, etichettatura, separazione per pericolosità, copertura, pavimentazione, limiti di tempo e quantità rispettati.
  4. Micro-rifiuti: piccoli gesti, grandi rischi: cestini e posacenere dove servono, cartellonistica chiara, indicazioni semplici nel regolamento interno.
  5. Prevenzione roghi: piano di emergenza aggiornato, registri di manutenzione, controlli sull’area esterna, procedure per segnalazioni e anomalie.
  6. Aggiorna il Modello 231: mappa i nuovi rischi, rafforza i controlli interni (anche sull’outsourcing), formalizza i flussi informativi e rinfresca il codice disciplinare.
  7. Formazione mirata: preposti e addetti devono sapere cosa si può e cosa no, come compilare i documenti e a chi chiedere in caso di dubbi.

Il valore aggiunto per le imprese

Questa stretta normativa non è solo “più bastone”: spinge le aziende a fare ordine nei propri processi ambientali. Un sistema ben impostato riduce i rischi, evita costi imprevisti (sanzioni, fermi, contenziosi) e migliora l’immagine verso clienti, enti di controllo e territorio.

Come Aerreuno può aiutarti

Siamo al tuo fianco per trasformare gli obblighi in procedure semplici e sostenibili:

  • Audit rifiuti & compliance documentale (registri, FIR, MUD, RENTRI, contratti, deleghe).
  • Aggiornamento Modelli 231 con mappatura dei rischi ambientali e protocolli operativi.
  • Piani di gestione e tracciabilità del deposito temporaneo e dei conferimenti.
  • Formazione pratica per dirigenti, preposti e addetti, in aula o online.

👉 Aerreuno ti aiuta a prevenire questi rischi, con audit mirati, verifica documentale, formazione pratica e aggiornamento dei Modelli 231.

Viale Postumia, 58/A — 37069 Villafranca di Verona (VR)
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