a cura di Arianna Pizzeghello
Un rapporto tecnico del Dipartimento Innovazioni Tecnologiche e Sicurezza (DIT) dell’Inail ha lanciato un allarme sull’eredità sanitaria dell’amianto in Europa, rivelando un tasso di mortalità ancora elevato nonostante il bando.
I dati mostrano che nel 2019, nei 27 Paesi dell’Unione Europea, si sono verificati oltre 71.000 decessi di lavoratori riconducibili a passate esposizioni, con questa sostanza cancerogena che da sola è responsabile del 78% di tutti i tumori professionali riconosciuti negli Stati membri. Il documento, frutto del lavoro specialistico del DIT, si occupa dello sviluppo di metodologie per la valutazione del rischio e dell’individuazione di misure di protezione per i lavoratori e le comunità.
A testimonianza del suo ruolo attivo, il Dipartimento ha inoltre contribuito ai lavori preparatori per l’elaborazione della Direttiva Europea 2023/2668, che modifica e aggiorna la normativa sulla protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione all’amianto.
Direttiva 2023/2668: focus sulle novità più importanti
Il terzo capitolo del documento analizza i punti cardine della nuova Direttiva Europea 2023/2668 sull’amianto.
In sintesi, la direttiva introduce un aggiornamento normativo che si allinea ai più recenti progressi scientifici e tecnologici, abbassando in modo significativo il valore limite di esposizione professionale.
Prescrive inoltre l’adozione obbligatoria di metodologie analitiche più accurate, basate sulla microscopia elettronica, per la misurazione delle fibre di amianto.
Tra le misure preventive rafforzate sono incluse:
- l’obbligatorietà di permessi speciali per le operazioni di rimozione;
- il controllo preliminare della presenza di amianto negli edifici obsoleti prima di qualsiasi intervento di manutenzione o demolizione.
Viene infine formalmente istituita la figura dell’“operatore qualificato”, assimilabile a un Responsabile del rischio amianto, per la quale sono definiti specifici criteri di formazione e certificazione.
Direttiva 2023/2668: focus sul legame tra esposizione e rischio e le ricadute sul mondo del lavoro
Nella parte conclusiva, il documento sottolinea l’intenzione dell’Unione Europea di assumere un ruolo guida a livello internazionale nella prevenzione delle malattie professionali, in particolare quelle legate ad agenti cancerogeni come l’amianto.
I recenti progressi scientifici e tecnologici hanno infatti reso possibile migliorare la protezione dei lavoratori esposti.
Pur essendo l’amianto una sostanza cancerogena priva di una soglia di sicurezza, è possibile stabilire un rapporto esposizione-rischio che permette di definire un valore limite professionale basato su un livello di rischio accettabile.
La riduzione di questo valore limite, introdotta dalla Direttiva 2023/2668, insieme alle nuove procedure operative e formative, mira a minimizzare il rischio residuo. L’applicazione dei criteri della direttiva non solo è finalizzata a proteggere le generazioni future, ma promette anche di generare significativi benefici socio-economici a medio-lungo termine.
Tra questi:
- la promozione di una cultura della prevenzione;
- un maggiore impegno dei datori di lavoro nel migliorare le performance di sicurezza;
- la riduzione di incidenti, malattie professionali asbesto-correlate, assenteismo e turnover.
A ciò si aggiungono:
- un aumento della produttività;
- la diminuzione dei costi assicurativi;
- la certezza del rispetto degli obblighi normativi;
- un complessivo miglioramento dell’immagine e della reputazione per le aziende del settore.
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