a cura di Arianna Pizzeghello –
Tecnico Sicurezza e Salute nei luoghi di lavoro
L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha recentemente pubblicato la nota n. 4634 del 24 giugno 2026, un documento atteso che fornisce le tanto necessarie linee guida operative per le Commissioni territoriali preposte al recupero dei crediti della “patente a crediti”, istituita dall’art. 27 del D.Lgs. 81/2008. Questo intervento, richiesto dal Decreto Direttoriale n. 24 del 6 marzo 2026, rappresenta un passo fondamentale per uniformare l’attività delle Commissioni su tutto il territorio nazionale, offrendo alle aziende un quadro chiaro e strutturato su come procedere per il reintegro dei punti decurtati.
Vediamo in dettaglio i pilastri su cui si basano le nuove indicazioni dell’INL.
La Composizione della Commissione di
Recupero
Un primo aspetto cruciale affrontato dalla Nota riguarda la composizione della Commissione, che avrà il compito di valutare le richieste di recupero crediti. Oltre ai rappresentanti dell’INL e dell’INAIL, il decreto 132/2024 prevede la partecipazione di due figure chiave:
- Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale (RLST): In attesa della creazione di una banca dati INAIL dedicata, la Commissione individuerà il RLST inviando una richiesta all’Organismo Paritetico (iscritto al repertorio di cui all’art. 51 del D.Lgs. 81/2008) indicato dall’impresa interessata. È importante ricordare che la presenza del RLST è prevista per quelle imprese che aderiscono a tale Organismo e che hanno compilato l’apposita sezione nel modulo di istanza allegato alle linee guida.
- Il Rappresentante dell’ASL: L’INL specifica che la competenza territoriale dell’ASL da interpellare sarà determinata in base alla sede legale dell’azienda richiedente. A questa, il Direttore della DIL (Divisione Ispezioni e Lavoro) chiederà di designare un esperto in materia di salute e sicurezza.
Le Due Vie per il Recupero dei Crediti: Formazione e Investimenti
Il cuore della Nota si concentra sui due strumenti principali che le aziende possono utilizzare per recuperare i crediti persi: la formazione e gli investimenti in sicurezza. Le Commissioni valuteranno entrambi gli elementi.
1. La Formazione come Strumento Riparativo
La formazione finalizzata al recupero crediti è un percorso specifico, distinto da quella ordinaria prevista dalla normativa. La Nota ne delinea con precisione i requisiti:
- Carattere “Extra”: Deve essere formazione ulteriore rispetto a quella già obbligatoria per legge e non è valida come aggiornamento di quest’ultima.
- Soggetti Formatori: I corsi devono essere erogati dai soggetti individuati nell’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, con l’esclusione del datore di lavoro come possibile formatore.
- Contenuti Personalizzati: I contenuti devono essere strettamente correlati alle violazioni che hanno causato la decurtazione dei punti. Sarà la Commissione, anche su proposta dell’azienda, a indicare le tematiche specifiche.
- Durata e Gravità: La durata del corso è variabile e determinata da una formula che tiene conto dei crediti rimanenti (30 – crediti rimanenti) moltiplicati per un coefficiente (da 0,8 a 1,5), che la Commissione calibra in base alla gravità delle violazioni e alla loro eventuale concorrenza.
- Verifica dell’Apprendimento: Per ottenere i crediti, il corso deve concludersi con un test di verifica che richiede il 70% di risposte corrette. Inoltre, è richiesta una frequenza minima del 90% delle ore totali.
- Attestato Specifico: Il soggetto formatore dovrà rilasciare un attestato unico, che riporti esplicitamente la dicitura “valido ai fini del recupero crediti“, oltre a tutti i dati del partecipante, del corso e del formatore.
2. Gli Investimenti per il Miglioramento della Sicurezza
Parallelamente alla formazione, la Nota valorizza gli investimenti concreti in materia di salute e sicurezza. Le linee guida sottolineano che tali investimenti devono essere:
- Sostenibili e coerenti con la struttura e le dimensioni dell’impresa.
- Mirati a migliorare concretamente gli standard di sicurezza, in relazione alle specifiche violazioni riscontrate.
La nota fornisce una lista di esempi di investimenti considerati ammissibili, suddividendoli in categorie tecnologiche e innovative:
- Sistemi di rilevamento ambientale: come sensori per la rilevazione di gas tossici, rumore, temperature o radiazioni, e sistemi di monitoraggio in tempo reale.
- Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) intelligenti: DPI o abbigliamento da lavoro dotati di sensori (es. rilevatori di prossimità, contaminazione, tessuti intelligenti). Un punto cruciale è che non basta acquistarli: l’azienda deve dimostrarne l’effettivo utilizzo, attraverso la prova della formazione e dell’addestramento dei lavoratori.
- Tecnologie per la sorveglianza sanitaria: come le cartelle cliniche elettroniche o sistemi di tracciamento dell’esposizione a sostanze pericolose.
- Robotica e automazione: sistemi robotici per operazioni pericolose o l’utilizzo di droni per ispezioni in contesti ad alto rischio.
- Metodologie didattiche immersive: l’adozione di realtà virtuale, aumentata o mista per simulazioni di emergenza e formazione a distanza.
Un’ulteriore precisazione importante è che gli investimenti realizzati anche grazie a contributi pubblici sono ritenuti validi, e il recupero dei crediti può essere pianificato in modo graduale.
Un Sistema in Evoluzione
La nota INL 4634/2026 si configura quindi come un documento operativo fondamentale, che detta le regole per un percorso di “riabilitazione” per le imprese che hanno subito decurtazioni. La chiarezza su composizione della Commissione, requisiti formativi e tipologie di investimento permette ora alle aziende di pianificare strategie mirate.
L’Ispettorato e l’INAIL hanno inoltre annunciato che l’applicazione di queste linee guida sarà oggetto di continuo monitoraggio, al fine di apportare eventuali modifiche e integrazioni future. Per una comprensione completa, si rimanda alla lettura integrale della nota e, per un supporto personalizzato, non esitate a contattare gli esperti del nostro team, che vi assisteranno in ogni fase del processo di recupero crediti.
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