Attenzione al caffè… e alla rete! Come la tua macchinetta del caffè connessa potrebbe mettere a rischio la tua azienda

Il 2023 si è rivelato un anno disastroso per la sicurezza informatica del Bel Paese, con un’ondata di attacchi informatici che ha colpito senza pietà, lasciando dietro di sé un sentiero di distruzione digitale. Gli attacchi informatici non sono semplici fastidi: sono vere e proprie catastrofi digitali. Nel 2023, l’83% degli attacchi ha avuto conseguenze gravi o critiche. Questo significa interruzioni dei servizi, perdita di dati sensibili, danni economici ingenti e, in alcuni casi, minacce alla sicurezza nazionale. Le aziende colpite si trovano a fronteggiare non solo la perdita immediata di operatività, ma anche danni a lungo termine alla loro reputazione e fiducia dei clienti.

Immagina di iniziare la giornata in ufficio con un semplice gesto: premi un pulsante e la tua macchina del caffè sospira, gorgogliando mentre ti prepara il tuo espresso prediletto. Tuttavia, mentre attendi il tuo caffè, la stessa macchina potrebbe, senza che tu lo sappia, mettere a rischio l’intera rete aziendale. Non stiamo parlando di un thriller tecnologico, ma di una realtà molto concreta nell’era dei dispositivi “smart” IoT (Internet of Things, o Internet delle Cose, è un termine che si riferisce a oggetti fisici connessi a Internet, come per esempio un assistente vocale, i dispositivi di domotica in casa o un’automobile, che possono comunicare tra loro senza necessariamente l’intervento umano).

Negli uffici moderni, non è raro trovare per esempio stampanti che accettano comandi da smartphone, macchinette del caffè che si avviano con un’app e termostati che apprendono le tue abitudini. Questi dispositivi non solo semplificano la vita ma possono anche ridurre i costi, come nel caso di un termostato intelligente che minimizza il consumo di energia quando l’ufficio è vuoto. Ma questa comodità nasconde un rovescio della medaglia meno piacevole.

Con la crescente intelligenza dei dispositivi aumenta anche la loro appetibilità come bersagli per gli attacchi informatici. Molti dispositivi smart vengono messi in funzione con impostazioni di sicurezza deboli, come password banali o software obsoleto, trasformando strumenti di quotidiana utilità in potenziali minacce per la sicurezza aziendale.


Nel 2017, un caso eclatante di violazione della sicurezza ha coinvolto un casinò, dove il colpevole inaspettato è stato un termometro digitale IoT posto all’interno di un acquario ornamentale nella lobby. Questo termometro, progettato per permettere agli operatori dell’hotel di monitorare la temperatura dell’acqua via wireless, presentava significative lacune di sicurezza. Gli hacker, rilevando tali vulnerabilità, hanno sfruttato il dispositivo come punto d’accesso alla rete interna del casinò. Una volta all’interno della rete, sono stati in grado di navigare tra i vari sistemi connessi e accedere a dati sensibili, comprese informazioni personali dei clienti.

Nel 2016, un tipo di software malevolo chiamato Mirai ha causato un grande disordine online. Questo software ha infettato migliaia di dispositivi collegati a internet, come telecamere di sicurezza e DVR (registrazione video digitale), trasformandoli in una rete di “zombie”. Questi dispositivi infetti sono stati poi utilizzati per lanciare attacchi massicci a siti web molto frequentati, rallentandoli o rendendoli completamente inaccessibili. Questo ha dimostrato quanto sia rischioso trascurare la sicurezza di dispositivi che potrebbero sembrare inoffensivi, ma che in realtà possono essere sfruttati per creare gravi problemi su larga scala.

Di recente, le telecamere di sicurezza domestiche prodotte da Ring sono state coinvolte in un grave problema di sicurezza che ha messo a rischio la privacy di famiglie e aziende. Gli hacker sono riusciti ad accedere da remoto a queste telecamere sfruttando combinazioni di nome utente e password comuni e facilmente prevedibili, spesso quelle impostate di default dal produttore. Una volta ottenuto l’accesso, non solo potevano visualizzare le immagini trasmesse dalla telecamera, ma anche parlare tramite l’altoparlante integrato, causando paura e preoccupazione tra gli abitanti delle case monitorate. Questi accessi sono stati poi venduti su gruppi criminali nell’app di messaggistica Telegram. Questo caso ha sottolineato l’importanza di cambiare le credenziali predefinite e di adottare pratiche di sicurezza più rigorose per proteggere la propria privacy e sicurezza domestica.

Per prevenire incidenti di sicurezza come quelli menzionati, è essenziale che le piccole e medie imprese adottino sempre misure di protezione standard. Tra le azioni fondamentali rientrano il cambiamento delle password di default e l’assicurarsi che il software venga aggiornato regolarmente. È inoltre cruciale educare i dipendenti sulle potenziali minacce e sulle corrette pratiche di sicurezza per proteggere le infrastrutture informatiche aziendali.

Per rafforzare ulteriormente la sicurezza in modo tangibile, nei prossimi articoli esploreremo in dettaglio metodologie avanzate come il Penetration testing (pentest) e il Vulnerability assessment. Queste tecniche sono essenziali per identificare e mitigare le vulnerabilità prima che possano essere sfruttate dagli attaccanti in modo proattivo.  Attraverso il pentest, simulando attacchi informatici in ambienti controllati, e attraverso la valutazione delle vulnerabilità, analizzando sistematicamente i possibili punti di debolezza della rete, le aziende possono sviluppare una difesa più robusta contro le minacce cyber (ossia tutte quelle minacce provenienti da internet). Questi argomenti saranno trattati in futuro per fornire una guida pratica e approfondita su come implementare queste strategie critiche all’interno delle PMI.

I dispositivi smart portano innumerevoli benefici in termini di efficienza e comfort nel mondo del lavoro, ma è vitale rimanere vigili e consapevoli sui rischi che possono comportare. Le PMI farebbero bene a non sottovalutare queste minacce e a iniziare subito a rafforzare le loro politiche di sicurezza. Dopo tutto, meglio prevenire che curare, specialmente quando in gioco c’è la sicurezza e la sopravvivenza della tua azienda. Non lasciare che la tua macchina del caffè ti sorprenda in modi che non ti aspetti!

Questo articolo segna l’inizio di una serie di materiali e risorse dedicate alla sicurezza informatica per le PMI, che verranno pubblicate nelle prossime settimane. Per maggiori informazioni o dettagli, contattaci a info@aerreuno.com.

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